Posts about Tappa Marathon

Tag: Tappa Marathon

  • Sardegna Rally Raid: roadbook, pietre e sogno Dakar nella seconda tappa del Campionato Italiano Motorally

    Sardegna Rally Raid: roadbook, pietre e sogno Dakar nella seconda tappa del Campionato Italiano Motorally

    Ciao cari appassionati,

    siamo arrivati al secondo articolo di questo blog e questa volta vi porto con me in Sardegna, per la seconda tappa del Campionato Italiano Motorally, in uno scenario fantastico: quello del porto di Olbia.

    Prima di iniziare, piccola nota: è già uscita anche la puntata sul canale YouTube di Da Zero alla Dakar.
    Vi lascio qui il link:

    Se volete gustarvela in video, sapete dove andare.
    Ma se amate la lettura, allora partiamo da qui.

    Sardegna Rally Raid: tre giorni veri di motorally

    Il Sardegna Rally Raid si è svolto il 15, 16 e 17 maggio a Olbia, e devo fare subito un grande complimento, anche se nel piccolo della mia esperienza, al Moto Club Insolita Sardegna.

    Lo dico sinceramente: dopo la tappa di Alassio ero rimasto un po’ deluso. Avevo avuto la sensazione che questo campionato si stesse avvicinando sempre di più all’enduro e un po’ meno al rally vero.

    Per me, che amo i viaggi in moto, il rally, la navigazione con il roadbook e tutto quello che ruota intorno al sogno Dakar, certe prove diventano sempre più difficili da interpretare. Anche perché davanti ci sono piloti che vanno fortissimo, spesso anche con moto bicilindriche, e ancora oggi mi chiedo come facciano ad affrontare certi passaggi a quella velocità.

    Alassio, per me, era stata davvero dura.

    Ma qui in Sardegna è stata tutta un’altra storia.

    Il Moto Club Insolita Sardegna, secondo me, ha rispettato pienamente le aspettative, creando un rally di livello vero: bello per organizzazione, location e percorsi.

    Tre giornate di gara, tre speciali e circa 500 km totali.
    Un’esperienza intensa, tecnica e utilissima per chi, come me, sta costruendo passo dopo passo il proprio percorso da zero verso la Dakar.

    Giorno 1: pietre, ritmo e una penalità che brucia

    Il primo giorno è stato molto sassoso.

    Personalmente faccio sempre un po’ fatica a entrare subito nel ritmo. Sono più “macchinoso” all’inizio, devo riprendere confidenza con la moto, con il viaggio, con il roadbook e con la lettura della navigazione.

    Però la speciale era veramente bella.

    Paesaggi unici, tratti scorrevoli e tanti sassi. Tanti davvero.
    A differenza di Alassio, però, qui i passaggi erano più fluidi, più veloci e più naturali da affrontare. C’era una sensazione più vicina al rally, almeno per come lo intendo io.

    La giornata la chiudo ottavo di categoria, ma purtroppo incappo in una maledetta penalità per essermi sfuggita una zona a velocità controllata.

    Errore mio, esperienza da mettere nello zaino e avanti.

    Giorno 2: la tappa marathon che cercavo

    Il secondo giorno è stato, per me, oro puro.

    Una vera tappa marathon: 136 km di speciale, con dentro praticamente tutto quello che serve per allenarsi seriamente in ottica rally africani, Africa Eco Race o, perché no, sogno Dakar.

    C’erano pietre, curve veloci, navigazione, tratti tecnici e pistoni dove si viaggiava anche intorno ai 140 km/h.

    Una goduria.

    È stata una di quelle giornate in cui capisci perché ami questo sport. Non è solo andare forte in moto. È riuscire a tenere insieme testa, fisico, roadbook, ritmo e gestione della fatica.

    Purtroppo anche qui commetto un errore e prendo una penalità di 10 minuti per aver tagliato due note.

    Che devo dire?

    Sto lavorando su tutto: roadbook, velocità, fisico, gestione della gara e lucidità. Il fisico, devo ammetterlo, ha risposto alla grande. Da quando ho iniziato questo percorso ho perso 26 kg, e in moto la differenza si sente.

    Però queste piccolezze possono ancora sfuggire.

    La sfortuna ha voluto che distanza e direzione al bivio successivo fossero praticamente identiche, quindi non me ne sono accorto subito. Quando succede in gara, lo paghi. Ed è giusto così.

    Giorno 3: voglia di riscatto e un problema alla pulsantiera

    Il terzo giorno avevo voglia di riscatto.

    Sì, avevo già accumulato 15 minuti di penalità, ma il passo c’era. Nel complesso ero soddisfatto.

    Pensate che l’anno prima, proprio in Sardegna, avevo fatto praticamente la mia prima gara di rally e avevo chiuso ultimo tra quelli della categoria Sport, cioè il primo livello.

    Quest’anno, invece, siamo risaliti.
    Siamo entrati nella top 10 e siamo tra i primi dieci della categoria FX Rally.

    Per me questo conta tantissimo, perché racconta una crescita reale. Non perfetta, non lineare, ma concreta.

    Purtroppo, però, questa volta la fortuna non è stata dalla mia parte. A metà gara la pulsantiera mi ha lasciato e, non potendo più navigare correttamente con il roadbook, ho dovuto limitare i danni.

    Ho seguito delle ruote, sono andato un po’ a intuito e ho cercato semplicemente di portarla a casa.

    Ma va bene così.

    Queste sono le gare.
    E ogni problema diventa esperienza.

    Da Zero alla Dakar: ogni gara è un pezzo del percorso

    Questa Sardegna mi ha lasciato tanto.

    Mi ha lasciato la conferma che il lavoro fisico sta pagando.
    Mi ha lasciato la consapevolezza che sulla navigazione con il roadbook devo ancora crescere.
    Mi ha lasciato la voglia di continuare, migliorare e avvicinarmi sempre di più a quel mondo fatto di rally raid, Africa, deserto e Dakar.

    Perché Da Zero alla Dakar non è solo un nome.
    È un percorso.

    Un percorso fatto di viaggi in moto, gare, errori, allenamenti, chilometri, amici, sponsor, video, polvere e momenti in cui ti chiedi: “Ma chi me lo fa fare?”

    E poi risali in moto. E la risposta arriva da sola.

    Ora testa a Gioia dei Marsi

    Adesso si guarda avanti.

    La testa è già a Gioia dei Marsi, per la terza tappa del Campionato Italiano Motorally.

    Voglio continuare a lavorare, migliorare e portare a casa più esperienza possibile, perché ogni speciale è un allenamento, ogni roadbook è una lezione e ogni gara è un passo in più verso il mio obiettivo.

    Grazie a chi rende possibile tutto questo

    Grazie a tutti i miei sponsor, che mi supportano in questo percorso.

    Grazie al Team Celestini.
    Grazie a Giacomo, che fa un lavoro incredibile con video e fotografie.
    E grazie al mio babbo Peppe, sempre pronto con l’assistenza e sempre presente.

    Guardatevi il video, seguitemi sul canale YouTube e continuate a vivere con me questo viaggio.

    Ci vediamo in sella.

    Antonio Posati
    Da Zero alla Dakar